Bando ON Invitalia: come funziona davvero la valutazione

Invitalia valuta ogni domanda su criteri con punteggi minimi obbligatori. Capire come funziona la valutazione è la differenza tra un progetto ammesso e uno respinto.

6 min di lettura · Fonte: Invitalia, Decreto interministeriale 4 dicembre 2020, Circolare n. 117378 dell’8 aprile 2021

Tra i bandi Invitalia attivi nel 2026, ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero è quello di cui si parla di più: finanziamento fino al 90% delle spese ammissibili, tasso zero rimborsabile in dieci anni, accesso senza scadenze fisse. La logica a sportello (le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo) ha convinto molti a concentrarsi quasi esclusivamente sulla velocità di presentazione, trascurando ciò che effettivamente determina l’esito. Invitalia non ammette nessun progetto per il solo fatto di essere arrivato prima. Ammette i progetti che superano una valutazione di merito articolata, con criteri precisi e soglie minime per ciascuno: se anche un solo criterio con soglia ottiene un punteggio insufficiente, l’intera domanda viene respinta, indipendentemente dal punteggio complessivo raggiunto sugli altri. La velocità di invio conta per l’ordine di esame. A decidere è sempre la qualità del progetto.

1,5 M€
Spesa massima se l’impresa ha meno di 3 anni
3 M€
Spesa massima se l’impresa ha tra 3 e 5 anni
90%
Copertura massima delle spese ammissibili
21/41
Punteggio minimo per l’ammissione alle agevolazioni
10 gg
Finestra per le controdeduzioni ai motivi ostativi
10 anni
Durata massima del rimborso a tasso zero

Due fasi, due tipi di fragilità

L’iter di valutazione si articola in due fasi distinte, che testano aspetti diversi del progetto e richiedono, in caso di debolezze, rimedi opposti. La prima fase verifica le competenze tecniche, organizzative e gestionali del team imprenditoriale e la coerenza interna del progetto rispetto alle potenzialità del mercato di riferimento. La seconda fase, accessibile solo in caso di esito positivo della prima, valuta la sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa, la funzionalità e la coerenza delle spese rispetto al piano d’impresa e l’idoneità della sede operativa. Un progetto con un’analisi di mercato solida ma proiezioni finanziarie costruite in modo approssimativo può superare il primo filtro e cadere sul secondo. L’inverso è altrettanto possibile. Identificare in quale delle due fasi si concentra la fragilità del proprio progetto è il primo passo per strutturare una domanda che regge all’istruttoria.

Il business plan non è un racconto: è un sistema di risposte

L’errore più diffuso è trattare il business plan come un documento descrittivo, utile a raccontare l’idea e a convincere un interlocutore generico. Invitalia lo legge in modo radicalmente diverso: lo usa come fonte di risposte a criteri di valutazione specifici, ciascuno con un punteggio assegnabile e, per alcuni, una soglia minima al di sotto della quale la domanda decade. Tra i criteri valutati figurano la coerenza degli obiettivi economici con il modello di business descritto e con il settore di riferimento, la credibilità delle proiezioni finanziarie, la dimostrazione che il team possiede le competenze necessarie a realizzare concretamente il progetto e la verifica che le abilitazioni eventualmente richieste per l’attività siano disponibili. Ogni affermazione che non è supportata da dati, fonti o documentazione verificabile è, nella pratica, una risposta mancante a un criterio di valutazione.

A quali attività si rivolge ON. La misura finanzia la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il commercio e il turismo, incluse le attività culturali e ricettive. Rientrano, a titolo di esempio, manifattura, artigianato, ristorazione, estetica, servizi digitali, e-commerce e strutture ricettive. Nella filiera agroalimentare vale una distinzione rilevante: la coltivazione è esclusa, la trasformazione è ammessa. Sono esclusi in via generale l’agricoltura primaria, il settore carboniero e le attività connesse all’esportazione verso Paesi UE. Fonte: Invitalia, pagina ufficiale ON – Settori ammessi; Decreto 4 dicembre 2020.

I tre errori che bloccano la domanda prima della valutazione di merito

Una quota rilevante delle domande non arriva nemmeno alla valutazione di merito, perché viene bloccata in fase di verifica formale. I casi più ricorrenti sono tre. Il primo è un business plan privo di un’analisi di mercato specifica e con proiezioni di ricavo non ancorate a fonti o calcoli verificabili: il documento è formalmente presente, ma non fornisce le risposte che i criteri richiedono. Il secondo è la presentazione di preventivi non comparabili tra loro o non coerenti con le voci di spesa dichiarate nel piano finanziario, che rende impossibile per Invitalia verificare la congruità degli importi richiesti. Il terzo (spesso il più sorprendente per chi non ha presidiato attentamente la struttura societaria) è la composizione della compagine che non rispetta la soglia del 50% più uno su quote e soci richiesta dalla misura per under 35 o per le imprese femminili. Quest’ultimo errore produce un rigetto in fase formale che nessuna qualità del progetto è in grado di rimediare a posteriori.

Cosa si può finanziare con ON. Le spese ammissibili comprendono opere murarie e assimilate (massimo 30% dell’investimento), macchinari e impianti nuovi di fabbrica, programmi informatici e servizi ICT (inclusi intelligenza artificiale, blockchain e IoT), brevetti e licenze d’uso, consulenze specialistiche (massimo 5% del totale) e capitale circolante per materie prime, servizi e canoni di godimento di beni di terzi (massimo 20% delle spese di investimento). Per le imprese costituite tra 36 e 60 mesi è agevolabile anche l’acquisto di immobile, ma esclusivamente per iniziative nel settore turistico e fino al 40% dell’investimento ammissibile. Non sono ammissibili beni usati, investimenti di mera sostituzione, automezzi non strettamente funzionali al ciclo produttivo e beni di importo unitario inferiore a 500 euro. Le spese per consulenze e personale dipendente sono escluse. Fonte: Invitalia, pagina ufficiale ON – Cosa si può fare; Decreto 4 dicembre 2020.

Il colloquio: chi deve esserci e cosa viene verificato

Se la prima fase produce un esito positivo, Invitalia convoca il team per un colloquio di approfondimento. Si tratta di un momento spesso sottovalutato nella fase di preparazione della domanda, ma che nella pratica può risultare determinante. I componenti della compagine societaria (o i futuri soci nel caso di imprese non ancora costituite) sono convocati direttamente e non è possibile delegare la partecipazione a consulenti o collaboratori esterni. Invitalia usa il colloquio per verificare ciò che è scritto nella domanda e per approfondire gli aspetti che dalla documentazione non emergono con sufficiente chiarezza. Le domande ricorrenti riguardano la strategia concreta di acquisizione dei primi clienti (canali, tempi, numeri), il metodo con cui è stata calcolata la dimensione del mercato di riferimento, la tenuta del piano finanziario di fronte a scenari di ricavo inferiori alle previsioni e la motivazione degli importi di investimento dichiarati. Chi non ha costruito il business plan in prima persona, ma si è limitato a firmare un documento redatto da terzi, si trova in una posizione di debolezza difficile da recuperare in sede di colloquio.

I motivi ostativi: dieci giorni per ribaltare l’esito

Quando durante l’istruttoria emergono criticità, Invitalia non chiude immediatamente la pratica. Comunica i motivi ostativi all’accoglimento della domanda e concede al proponente dieci giorni per presentare controdeduzioni scritte, che avviano un supplemento di istruttoria. Se le informazioni e la documentazione fornite consentono di superare le criticità rilevate, Invitalia emette la comunicazione di esito positivo. Si tratta di una finestra che viene spesso sottovalutata o gestita in modo affrettato. Chi ha costruito il progetto con metodo e conosce in modo puntuale ogni scelta del piano d’impresa può usarla efficacemente. Chi invece ha affrontato la domanda in modo poco presidiato ha a disposizione dieci giorni per rispondere a obiezioni tecniche su un documento che non padroneggia pienamente: in queste condizioni, l’esito negativo è quasi sempre confermato.

Come ti affianchiamo

XD Projects affianca il team dalla fase di analisi preliminare di ammissibilità fino alla gestione dei motivi ostativi: verifica della composizione societaria, costruzione del business plan sui criteri di valutazione Invitalia, coerenza tra piano finanziario e voci di spesa, e preparazione al colloquio con simulazione delle domande ricorrenti.

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